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Stia
Risciacquare
i panni in Arno

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Immagini: P.C.
Le difficoltà di collegamento con le regioni vicine costituirono però un vantaggio dal punto di vista linguistico. Infatti, come ricorda Carlo Beni nella sua ben nota Guida, specialmente vicino alle nostre montagne, suona schietta ancora ed efficace la vera lingua italiana. E Cesare Cantù giunge perfino a chiedersi perché il Manzoni non fosse venuto a risciacquare i panni proprio da queste parti.

Oggi, però, grazie all'evoluzione tecnologica e ai mezzi di comunicazione di massa, i termini del linguaggio popolare si stanno a poco a poco perdendo, come del resto molte tradizioni. Si è ben lontani anche dai tempi in cui gli anziani erano soliti raccontare novelle intorno al focolare, come quelle che la scrittrice Emma Perodi raccolse nel suo volume Le Novelle della Nonna (Roma, 1893), riscoperte da Italo Calvino nei primi anni '70.

Oltre alla Perodi, che, sebbene non casentinese, ha ricostruito molti momenti e ambienti di vita del Casentino, dobbiamo ricordare i numerosi letterati, che qui nacquero e si affermarono, tanto da fare meritare alla valle l'appellativo di Attica dell'Etruria. Fra questi sono l'ecclesiastico Angiolo Monosini di Pratovecchio, che, pur avendo genitori dell'infima plebe, oltre ad occuparsi di giurisprudenza civile e canonica e di teologia, nel 1604 pubblicò in Venezia i nove libri dei Flores italicae linguae (I fiori della lingua italiana), per cui fu proclamato accademico della Crusca; Bernardo Tanucci, nato a Stia nel 1698, libero pensatore de' tempi suoi, come lo definisce il Colletta, avvocato e professore di Diritto Pubblico nell'ateneo pisano e quindi, a Napoli, ministro ascoltatissimo di Carlo di Borbone e di Ferdinando IV; il citato Luigi Tramontani, giureconsulto, naturalista e letterato settecentesco; Gattesco Gatteschi (Castel San Niccolò, 1857), drammaturgo, autore di commedie argute e festose, leggende, poesie e racconti, e collaboratore di una decina di testate culturali fiorentine, fra le quali "L'Arte", rivista di lettere, arti e teatro (1873) e "Il Parini", quindicinale di lettere, arti e scienze, che si pubblicò dalla fine del 1874, "per cura di una società d'azionisti collaboratori"; Vittorio Vettori, poeta, narratore e critico letterario contemporaneo.

Questo elenco potrebbe allungarsi, se considerassimo molti altri personaggi laici ed ecclesiastici minori, e se ammettessimo - come alcuni sostengono - l'origine casentinese di Cristoforo Landino (1424), uno dei primi personaggi dell'Accademia platonica di Firenze, autore di commenti su Virgilio, Orazio e Dante, di arringhe in latino e italiano, di poesie e di discorsi politici. Ma se il suo luogo di nascita è controverso, un fatto è certo: quale segretario perpetuo della Repubblica Fiorentina, egli ricevette in dono il Castello di Borgo alla Collina, dove visse molti anni prima che le sue spoglie mummificate fossero tumulate nella parrocchiale.

Ancor oggi, a chi voglia fare ricerca storica e scientifica, la Valle offre non pochi spunti: basterebbe visitare, a questo scopo, la Biblioteca Rilliana di Poppi, in cui sono conservati circa centomila volumi a stampa, manoscritti e incunaboli. Il nome della Biblioteca, ospitata nel Castello dei Conti Guidi, deriva da quello del patrizio romano Conte Cav. Fabrizio Orsini dei Rilli, che nel 1825 donò al Comune vari manoscritti e tutta la sua eclettica raccolta libraria, che va dalla letteratura alla medicina, dalla teologia alla matematica. Secondo Olinto Fanfani, conservatore della Biblioteca, che nel 1914 curò l'inventario dei manoscritti, il nobiluomo, che non aveva conoscenze in campo paleografico, cioè riguardo al modo di scrivere del passato, fece alcuni errori nel datarli. Tuttavia essi, unitamente a quelli d'argomento religioso provenienti dal Convento di Camaldoli, e a quelli del Fondo Vettori (testi letterari, filosofici e storici del XX secolo) rappresentano per la Rilliana una ricchezza inestimabile.

L'interesse del Casentino per la poesia, la narrativa, la saggistica, il giornalismo è dimostrato, ai giorni nostri, sia attraverso premi letterari sia attraverso la presentazione di libri d'interesse non esclusivamente locale; e fra i "teatri" prescelti per queste manifestazioni sono il Salone delle Feste del Castello di Poppi e la Sala Consiliare del Palagio Fiorentino di Stia.

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