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| Dalla Vallesanta uno sguardo alla
Verna © Foto: Andrea Barghi |
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| La Vallesanta, che nel suo
stesso nome denuncia la vicinanza ad un luogo sacro, è
infatti ubicata alle spalle del Sacro Monte de La Verna. Per raggiungerla possiamo salire da Bibbiena attraverso Chiusi attraverso la SS 208, da Rassina attraverso Chitignano, oppure, come consigliamo, scendere da Badia Prataglia. Quello che si apre agli occhi del visitatore è un paesaggio suggestivo ed insolito per il Casentino: ampi pascoli si alternano a gole profonde scavate da torrenti e a formazioni geologiche simili a calanchi. L'intera area che, come risulta anche dai toponimi (Frassineta, Montesilvestre), doveva essere interamente coperta da boschi, rappresenta oggi con il suo ambiente tormentato e difficile, il preludio più adeguato, carico di risvolti spirituali, prima di incontrare l'armonia tra umano, naturale e divino che si respira salendo al Monte de La Verna. Qui infatti la vegetazione è ancora rigogliosa, secolari faggi ed abeti costituiscono un complesso forestale rimasto intatto per secoli, secondo la più autentica spiritualità francescana. Storicamente la valle, a differenza del
ruolo marginale che sembra rivestire oggi, ha avuto una
funzione di primo piano venendo a costituire una cerniera
di congiunzione tra il versante romagnolo e quello
toscano, mediante il passo di Serra. Il ruolo strategico
della zona è tutt'ora testimoniato dai ruderi di
insediamenti fortificati nati durante il Medioevo a
controllo della viabilità. L'alta valle del Corsalone attraverso le località di Aioli, Banzena, fino a Campi, fu percorsa per secoli da pellegrini per lo più provenienti dalla Germania, diretti alla città santa. Tale tracciato, la Via Romea dell'Alpe di Serra, che si ricongiungeva presso Bolsena al tracciato della Via Francigena, rimase in auge fino al XIV secolo. Una visita alla Vallesanta non può non includere una sosta presso alcuni piccoli paesi dalle interessanti caratteristiche storico-paesaggistiche: primo tra tutti il borgo fantasma di Montesilvestre, immerso nella sua malinconica decadenza, in cui tuttavia ancora sembrano riecheggiare, dalla chiesa ai lavatoi, dai forni alle stalle, le voci ed i suoni di secoli di vita e di lavoro. Degni di nota sono anche i piccoli nuclei di Biforco, Corezzo, ricordati sin dall'XI secolo, e Frassineta, ubicata in posizione privilegiata per uno sguardo sull'intera valle. Questo borgo, compresa la piccola chiesa dedicata a S. Egidio, ancora nel XVIII secolo, risultava sotto il patronato civile e religioso dei monaci camaldolesi attraverso l'agenzia di Badia Prataglia. Oggi la Vallesanta, inserita nella sua parte più alta all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è ancora attraversata da numerose greggi di pecore che ne costituiscono uno degli aspetti più tipici ed autentici. |
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