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All'ombra del Sasso della Verna.

© Foto: Andrea Barghi
All'ombra del "Crudo Sasso" del Sacro Monte della Verna, troviamo il paese di Chiusi, insediamento sviluppatosi per lo più intorno alla fine del XIX secolo quale luogo di accoglienza per i numerosi pellegrini diretti al Santuario.

Un piccolo borgo esisteva già prima della venuta di San Francesco nei pressi dell'antico Castello dei Conti Catani di cui si ha notizia sin dalla fine del X secolo. La rocca citata nei documenti con il nome di "Clusa", da cui il paese prende il nome, chiudeva e controllava il passaggio tra il Casentino e la Valtiberina. A questa costruzione, di cui rimangono alcuni suggestivi ruderi, si affiancano a poca distanza, altre testimonianze storiche interessanti: la chiesa di S. Michele Arcangelo e il Palazzo della Podesteria. Tra i vari podestà che qui si sono avvicendati è da annoverare anche Ludovico Buonarroti, padre di Michelangelo, il grande artista che la tradizione vuole sia stato battezzato proprio nella vicina chiesetta del borgo di Vezzano.

Nel paese, con i suoi alberghi e le sue abitazioni tipiche della stazione climatica di inizio Novecento, spicca una bella fontana degli anni trenta costruita per celebrare la realizzazione dell'acquedotto che poneva fine all'endemica mancanza di acqua che da sempre ha segnato la zona.

Risalendo la strada statale per Bibbiena si giunge al piccolo borgo de La Beccia da cui consigliamo di ascendere a piedi al Santuario. Mediante una strada selciata, la stessa che percorse il Santo nella sua ascesa alla Verna, intervallata da case e rocce affioranti, si giunge al grande portone che segna l'ingresso definitivo al luogo sacro come ci conferma l'iscrizione affissa quasi ad ammonimento del visitatore: "Non est in toto sanctior mons".

A preludio del profondo misticismo che caratterizza il complesso religioso, lungo il sentiero, si incontrano alcuni episodi degni di attenzione che ci riportano ad una dimensione più popolare e quotidiana: la "Cappella degli Uccelli", in ricordo della miracolosa accoglienza che i piccoli volatili della zona si vuole abbiano riservato a Francesco e l'antico orto botanico dei frati.

Proseguendo da Chiusi, in direzione di Badia Prataglia, ci troviamo inaspettatamente in uno scenario paesaggistico insolito per il Casentino, quello della Vallesanta, nel quale i boschi lasciano il passo a prati e a formazioni geologiche simili ai calanchi.

Da qui, oltrepassata la "striscia" di Parco Nazionale, che da Badia si allunga fino alla Verna, attraverso la Valle del Corsalone, giungiamo sino al fondovalle e al paese omonimo, caratterizzato oggi da molti insediamenti produttivi. 

© Foto: Andrea Barghi
Dal Corsalone, risalendo il torrente Lappola, lungo l'antica direttrice di collegamento, di probabile origine etrusca, prima di giungere a Chitignano incontriamo: il castellare di Sarna. L'insediamento conserva ancora l'aspetto medievale con le porte ed i caratteristici vicoli con al centro la mole del palazzo Montini.

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