EVENTO: CASTAGNATURA DI RAGGIOLO

DATA 2015: ultima domenica di Ottobre

QUANDO: Ogni anno ultima domenica di ottobre

DOVE: Raggiolo (Ortignano–Raggiolo)

DESCRIZIONE:

In ricordo dell’antico periodo della castagna tura, così importante per il paese, la Brigata di Raggiolo organizza la “Festa di Castagnatura” l’ultima domenica di ottobre.

 In quella giornata tutti i paesani si riuniscono in piazza per pranzare e degustare vari tipi di dolci fatti con farina di castagne.

Nella circostanza, oltre al Museo della Castagna, è possibile visitare un seccatoio rimesso in funzione, all’interno del quale vengono raccontate storie davanti al fuoco acceso, e il Mulino di Morino con dimostrazione del suo funzionamento.

CURIOSITA’:

Le castagne hanno costituito per secoli la base alimentare della montagna casentinese e di conseguenza la coltura del castagno e la castagnatura erano operazioni centrali nel ciclo annuale.

La sopravvivenza era garantita da questo frutto.

La “Castagnatura” era un periodo di circa due mesi e mezzo  che iniziava a  ottobre.

Un vecchio detto dice “S.Michele, la castagna nel paniere” e si riferisce alla ricorrenza del Santo Patrono di Raggiolo che cade il 29 settembre, giorno di festa grande.

Dopo quella data le foglie cominciano a ingiallire e dalle rame, piene di ricci, cominciano a cadere le prime castagne.

A metà ottobre la “castagnatura” era in pieno svolgimento.  Dopo la fine di ottobre iniziava l'ultima fase della raccolta. Era la “ricerca”, in cui si andava a scovare le castagne rimaste sotto lo spesso strato di foglie, aiutandosi con la forca, ricavata da un ramo di castagno biforcuto.

Poi arrivava la “busca”: chiunque poteva andare liberamente in cerca in tutte le selvi delle castagne rimaste.

Finita la raccolta si portavano le castagne  a seccare. Se i castagneti erano vicini a casa, ci si caricavano “a reni” o sulla “miccia” i sacchi pieni del raccolto e si depositavano nel seccatoio, che generalmente si trovava a fianco della casa; se invece erano lontani, il seccatoio era costruito in mezzo alla selva.

Il lavoro nel seccatoio durava quasi due mesi, giorno e  notte, perché il fuoco non si doveva mai spengere.

Nei giorni in cui si continuava a far fuoco, i seccatoi avvolgevano Raggiolo in una nube di fumo azzurrino dall’odore piuttosto pungente e diventavano i luoghi caldi in cui il vicinato si riuniva a veglia.

Quando il seccatoio veniva scaricato le castagne secche venivano “pestate” per separarle dalle buccie poi veniano portate al Mulino per la macinatura.

La “castagnatura” finiva così a metà dicembre.

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