Da Pratovecchio ad Ama

ITININERARI CASENTINESI – PASETTO

Lunghezza: km 12 escludendo le scorciatoie

Percorso: Pratovecchio m 420 s.l.m – Sedina – Fornaci 470 – Valiana 550 – Lonnano 680 – Poggiolo 655 – Masseto 620 – Ama 670 – Poppiena 530 – Pratovecchio

Dislivello: 300 metri

Consumo: 756 kcal

Peso Smaltito: 95 g

Oltrepassata la ferrovia, partendo dalla piazza della stazione di Pratovecchio, ci si trova in Via Appennino, ossia nella SP72. Nel tratto iniziale ossia per 2 chilometri circa, sale dolcemente lungo la riva destra del Torrente Fiumicello. A Valiana di sotto, si prende là dove la strada sinistra si inerpica alla volta di Lonnano. Presa questa direzione, il cammino diventa impegnativo dovendo superare, in meno di tre chilometri, 200 metri di dislivello. Verso metà dell’ascesa compaiono a destra le case di Valiana alta e, vicina alla strada, la chiesa di San Romolo, eretta nel 1126, venti anni prima della Pieve di Romena. La sua visita è quasi obbligatoria, poiché e’ una delle priorie montane del Casentino, ma soprattutto perchè conserva, sulla parete dietro l’altar maggiore, un capolavoro del periodo tardo gotico: il Cristo in Pietà. Tornati sulla provinciale, si riprende a salire verso Lonnano. Questo paese si sviluppa intorno ad un’altra chiesa romanica. Sulla parete destra è collocata una grande tela in cui sono rappresentati san Domenico, il predicatore e santa Caterina da Siena la mistica. Sulla piazza della chiesa è facile sentire il profumo del buon pane toscano che proviene dal forno di Gino Bresciani, accanto la trattoria di Paola dove si possono mangiare i tortelli appena fatti. Tornati sulla provinciale dopo poco si apre a sinistra la strada per Ama seguendo l’antico sentiero 72 si arriva a Masseto, il più importante sito archeologico di un’area ben nota agli Etruschi. Scavi eseguiti successivamente negli anni 1985-86 e successivamente nel 1994-96 hanno portato alla scoperta di reperti del secolo VIII a.C

Il sentiero 72 conduce al podere Querceto e prosegue alla volta di Stia. Per arrivare direttamente alla chiesa conviene prendere la pista che, dopo la breve salita, si stacca a destra e riconduce sulla strada comunale. Giunti all’altezza di San Biagio ad Ama e oltrepassata l’ennesima svolta, si ha subito l’impressione di trovarsi davanti ad un nuovo scenario. Non si può tuttavia trascurare la prioria ad Ama. A sorvegliare la chiesa alcuni cipressi ancora vigorosi. Le pareti e l’abside – una delle poche rimaste in piedi nelle priorie di montagna – sono fatte di conci solo in parte lavorati. Alle pareti due quadri settecenteschi dedicati ai titolari della chiesa. A destra San Biagio ritratto con il bambini guarito e una donna che ha in mano un piatto con una testa di maiale. Si sono date le spiegazioni più strane. In realtà la scena illustra la leggenda secondo cui una povera madre possedeva, per mantenere la famiglia nell’inverno, solo un maialino. L’animale si ammalò e fu guarito dal vescovo al quale la donna, come segno di riconoscenza, regalò appunto la testa, che come sappiamo dalla “capaccia” – insaccato tipico casentinese – contiene carni molto saporite. Scendere a Pratovecchio è una piacevolissima passeggiata sia attraverso i tre chilometri di strada comunale sia sul sentiero 78.

L’accurato restauro ha restituito alla chiesa di san Romolo quell’aura misteriosa di altri tempi, in grado di favorire il raccoglimento e la meditazione. La tavola, che illumina tutta la chiesa dalla parete di fondo, ricorda il culmine della storia della salvezza cristiana: la passione, la morte, la resurrezione di Gesù. Si tratta di un capolavoro del periodo tardo-gotico( fine secolo XIV- inizio XV), attribuito al Maestro della madonna di Straus, ossia all’anonimo autore del quadro che il magnate americano Straus acquistò per la sua collezione. Dopo il restauro degli anni 1968-69, il prezioso dipinto fu collocato dalla Soprintendenza nel museo di casa vasari. Fu necessario l’impegno straordinario di tutto il popolo e del parroco per riportarlo a Valiana nel 1984. Ricollocata nel suo luogo naturale, la Tavola di Valiana continua a narrare la storia dello scontro drammatico fra tre mondi contrapposti. Il mondo degli uomini con gli strumenti di “tortura” e supplizio; il mondo della pietà, rappresentata dal coraggio delle donne nel rimanere ferme ai piedi della croce; la centro Gesù ritratto nelle sembianze annunciate dai profeti: “verme, non uomo”. In questo provvidenziale disegno tutto è riscattato, anche la bestialità umana.

Il sentiero 72 rappresenta in realtà il segmento di un’antica via di comunicazione che collegava i più importanti luoghi della spiritualità casentinese: quelli semplici delle priorie montane e quelli più noti perché santificati dalla presenza dei monaci benedettini e camaldolesi. Partita da Stia, la strada toccava le località di Ama, Masseto, Lonnano, Casalino, Valagnesi, Asqua, Camaldoli, Badia Prataglia.

MAPPA ITINERARIO

FRANCESCO PASETTO

L’ HOSPITALE DI SAN BIAGIO DI AMA

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