DA COREZZO A PASSO SERRA

ITININERARI CASENTINESI – PASETTO

Lunghezza: circa 15 km

Percorso: Corezzo m 750 s.l.m – Serra di Sopra 780 – Passo Serra 1150 – Poggio Mongiovanna 1200 – Poggio del Raggio 1090 – Poggio Valle 1070 – Corezzo

Dislivello: 500 circa

Consumo: 1050 kcal

Peso Smaltito: 131 g


Il punto di partenza è la piazza davanti alla chiesa di Corezzo, dedicata a Sant’Andrea Apostolo. Una freccia indica la strada per Serra di Sopra. La strada scelta corre più in alto del sentiero 59, quello segnato sulle cartine. Proprio di fronte alla piccola prioria di San Niccolò incontriamo il sentiero 59.

Risalendo molto indietro nel tempo ci sentiamo intruppati con i legionari di Roma che dovevano difendere i confini del territorio dalle cento e più tribù dei Galli, sottomessi a fatica solo tra il 196 e il 192 avanti Cristo. Poco sopra le ultime case di Serra, in corrispondenza di un cartellone che illustra la località, giunge la carrozzabile proveniente da Biforco. A 930 metri di quota, dal ciglio destro si affaccia sul sentiero un tabernacolo, costruito con sassi e lastroni murati a secco. Al suo interno, ben custodita, un’effigie della Madonna, sormontata da un’invocazione adatta ai pellegrini di ogni tempo, anzi valida per tutti, se è vero che il cammino faticoso lungo un sentiero di montagna, è un’immagine del corso della vita umana: Confido in te Maria, soccorrimi per via. Il sentiero 59 riacquista l’aspetto dell’antica strada romana e della via Romea, solo in prossimità dello 00 GEA CT. Da qui parte l’ultimo tratto per il Passo Serra.

Per il ritorno suggeriamo di cambiare percorso, ossia imboccare il sentiero 00 GEA CT in direzione Passo dei Mandrioli e dopo quasi 4 chilometri si giunge all’attacco del sentiero 56 diretto a Corezzo.

Dal Passo di Serra transitavano due delle tre peregrinationes maiores: i Palmieri che essendo diretti in Terra Santa recavano come distintivo la palma di Gerico, oppure un ulivo o una piccola croce; i Romei, contrassegnati da una medaglia con l’effigie dei ss. Pietro e Paolo o di due chiavi incrociate o dell’immagine impressa nel telo della Veronica. La via del Passo di Serra, che congiungeva Bologna ad Arezzo,  si trova indicata in tutte le più antiche cartine. La percorsero gli eserciti dell’antica Roma, ancora prima della nascita di Cristo. Vi passarono, durante il Medioevo, centinaia di pellegrini che da tutta Europa si recavano a Roma.

Quando si passa da pellegrino o da trista dal Passo di Serra vale la pena anche ricordare leggende che si mischiano alla storia e viceversa.

Una di queste è la “battaglia della Selvaa Litana”, anche se quello che accadde all’esercito consolare di Lucio Postumio Albino nell’inverno fra il 216 a.C e il 215 a.C, appartiene al genere imboscate. Due legioni di soldati romani ( circa 8 mila soldati), e i loro alleati ( 17.000), furono attirati in una foresta dai galli Boi e annientati. Il colpo assunse per Roma una gravità particolare, perché qualche mese prima, l’( Agosto 216, Annibale aveva inflitto al poderoso esercito dei consoli Lucio paolo Emilio e gaio Terenzio Varrone, una disfatta spaventosa, culminata nel massacro di 500 mila uomini e nell’uccisione del console Lucio. Lo storico Tito Livio racconta nei particolari l’imboscata dei galli nella selva Litana. Ma il dibattito degli storici, più che sui fatti accaduti, sta ancora discutendo e in modo infervorato, sulla collocazione della selva. Noi rimaniamo ai fatti certi: ossia che la strada del Passo Serra era nota ai Romani prima che dai pellegrini cristiani e che il suo ruolo nel controllo e nella conquista della Gallia Cispadana è stato importante.

Secondo gli Annales Stadenses, chi proveniva dalla Germania percorreva quella via che viene chiamata la "via romea peregrinorum": la nostra Via Romea. La Via Romea di Stade, come ogni strada del suo tipo, aveva varianti, deviazioni, ramificazioni, ed era quindi una rete di strade, ognuna delle quali con una propria ragion d'essere. Il percorso, come direttrice principale, prevedeva quella che dal Brennero, attraverso il Veneto e la Romagna raggiungeva Forlì. A Bagno di Romagna i pellegrini attraversavano l'Appennino in corrispondenza del passo di Serra.

Da lì il percorso scendeva nel Casentino dirigendosi verso Arezzo e si innestava nelle Via Francigena ad Acquapendente.Questa strada che merita l'appellativo di Via dei Crociati o degli Svevi, poiché vide il passaggio di re, papi, crociati, pellegrini ed eserciti, è descritta come la "Via Major" in antichi documenti notarili riguardanti la valle del torrente.
Limitatamente al tratto Arezzo-Bagno di Romagna, un documento del 1262 attinente al Monastero di San Giovanni Evangelista di Pratovecchio, menziona nel piano di Arezzo presso l'abitato di Puglia "la strada pubblica per la quale si va da Arezzo a Sabbiano e Bagno.
Gli Annali di Stade compilati nel medesimo periodo, ne indicano le tappe principali e le distanze il leghe, che hanno permesso di individuare con precisione: Arezzo, a 6 leghe da Subbiano, a 8 leghe da Campi Bibbiena, a 15 leghe, dopo il valico dell'Appennino, a Bagno di Romagna (15 leghe sono circa 30 km) .
Sul percorso esistevano vari ospitali: a Ponte di Aiole, ( Ponte di Rimbocchi) Ospedale di san Leonardo, ricordato già il 5 agosto 1185; ospedale di Santa Maria Maddalena del Buterone, era una chiesa ospedaliera poco distante; altro ospedale era a Campi, ricordato nel 1349, come esistente da tempo.
Questo ospedali non sono che alcuni che una serie che la carità cristiana fece nascere lungo il percorso; testimonianza anche di una notevole frequentazione delle strada. Un dato numerico relativo al transito dei passeggeri si riferisce al giubileo del 1450: ad Arezzo giunsero "cinque o sei mila pellegrini romei", per ricevere degnamente i quali si mobilitò la città con tutte le sue istituzioni (Antonio Bacci - " La Melior Via per Roma - Centro Studi Romei 2002)

 

MAPPA ITINERARIO

FRANCESCO PASETTO

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