Castel focognano

Castel Focognano compare per la prima volta nella documentazione scritta nel 989, in un contratto di vendita che cita come confine la “via pubblica da Monte Focognano”, toponimo che non implica in questa forma l’esistenza del castello e neanche di un abitato; bisogna attendere il 1022 per trovare nelle fonti scritte la prima attestazione esplicita del castrum: un diploma dell’imperatore Arrigo II conferma il “Castello Foconianum” al monastero aretino di SS. Flora e Lucilla. Un successivo diploma imperiale di Federico I attesta poi che nel 1177 il castello era ancora annoverato tra i possessi del detto monastero. Le fonti scritte hanno poi occasione di occuparsi abbondantemente di Castel Focognano nei primi decenni del secolo XIV: nel 1322, il vescovo di Arezzo Guido Tarlati, dopo sei mesi d’assedio, prese il castello «per sorpresa, mediante un cammino sotterraneo, atterrandone le mura e ogni sorta di fortificazione», come sostiene il Repetti, o “per tradimento”, come sostiene il Villani: «i Fiorentini, durante l’assedio, essendo stati richiesti di aiuto, vi mandarono, cento cavalieri; ma mentre essi facevano l’apparecchiamento d’oste […], il Vescovo, per tradimento ordito dal Pievano a servizio dei signori assediati, ebbe a patti il castello […], e […] il fece tutto ardere e poi diroccare sino alle fondamenta». Le terribili distruzioni subite dal castello in questa occasione sarebbero all’origine anche del nome stesso del centro, secondo la relazione del maire di Castel Focognano, richiesta dall’amministrazione napoleonica nel 1809, il quale però ammette anche che il castello si chiamava così anche prima: «Da un incendio si pensa abbia preso il nome di Castel Focognano, nome però che aveva anche prima di quello dopo il 1320, non essendo fuori di probabilità che ne soffrisse un altro precedente». L’origine del toponimo è in realtà da ricondurre più probabilmente alla toponomastica prediale romana, quella che si origina da un nome di persona latino, reso aggettivo mediante il suffisso “-ano”, indicante la proprietà di un fondo agricolo: per il Soderi, il nome personale in questione dovrebbe essere Voconius, per il Pieri, Falconius. Sul monumento funebre di Guido Tarlati nella cattedrale aretina, che celebra il vescovo ricordando i castelli da lui conquistati, una formella raffigura Castel Focognano: l’immagine ci mostra una cerchia muraria esterna tendenzialmente circolare che racchiude un’altra cinta intervallata da torri. Successivamente, come riferisce il Repetti, «vi mantenne signoria dopo il Tarlati il vescovo Buoso degli Ubertini» e, dopo il trattato del 1353 con la Repubblica fiorentina, la famiglia guelfa dei Giannellini. Al 1385 risale poi la sottomissione a Firenze e al 1404 l’istituzione della podesteria di Castel Focognano, che ha prodotto effetti anche nella situazione amministrativa attuale: il comune di Castel Focognano porta ancora questo nome nonostante il trasferimento del capoluogo a Rassina nel 1778. A proposito della struttura materiale del castello e delle testimonianze archeologiche, architettoniche e storico-artistiche, un’ipotesi di itinerario di visita del centro può prendere avvio proprio dal palazzo podestarile (ora canonica) e dall’adiacente “loggetta” , l’una esempio eccellente di architettura e anche di scultura del primo Quattrocento, con le eleganti colonne e gli stemmi, l’altra testimone dei secoli successivi, di nuovo anche attraverso il bel campionario litico riferito all’araldica podestarile, che attesta anche famiglie fiorentine importanti e famose tra quelle che ebbero incarichi amministrativi a Castel Focognano (oltre allo stemma del comune di Castel Focognano  - il castello con mura a torre merlate alla guelfa - quelli delle famiglie dei podestà succedutisi: Strozzi, Donati, Medici, Bradi, Buonarroti).

Questo complesso architettonico è il cuore del centro, insieme alla chiesa di San Giovanni Evangelista, giuntaci nella versione successiva ai restauri sette-ottocenteschi, ma già attestata nel Castello dalla seconda riscossione delle Rationes Decimarum (1278). Passando dal cuore del centro alle sue fortificazioni esterne, di queste si sono conservate importanti testimonianze materiali, come quella struttura che è forse il simbolo stesso di Castel Focognano: la torre poligonale, in cui ha attualmente sede il Centro di Documentazione sulla Cultura Rurale del Casentino, facente parte della rete ecomuseale. Si tratta di una torre di 11 metri a sei lati; il settimo è chiusura moderna per rendere abitabile quella che doveva essere in origine una torre limitanea aperta nel lato interno, espediente difensivo tipico dell’architettura militare medievale che aveva il vantaggio di rendere la torre utile ed efficace contro un attacco esterno, ma inservibile militarmente contro l’interno. La torre si restringe progressivamente verso l’alto; presenta una sola apertura: una feritoia circolare sul lato nord. Le murature sono un’opera “a sacco” con cortine di blocchi di arenaria e calcare disposti in filari orizzontali e paralleli; i conci delle angolate sono di maggiori dimensioni e presentano una più accurata lavorazione

 

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