Capolona

Capolona, posto nella parte meridionale del Casentino, ha una storia tra le più singolari fra i centri di questo territorio. Il comune si estende sulle pendici del Pratomagno verso sud e coincide, storicamente, con i possedimenti dell’antichissima badia di Campoleone. L’origine del castello di Campoleone è oscura; invece dell’abbazia di San Gennaro a Campus Leonis ( nome che muterà nell’attuale Capolona), si sa che fu fondata nel 972 dalla Contessa Giuditta moglie di Ugo, marchese di Toscana. Il potere temporale e feudale degli abati di campo leone fu motivo di aspre contese con il comune di Arezzo che, del resto, a partire dalla fine del XII secolo, iniziò a scontrarsi con i potentati vicini per il possesso del contado. Nel 1196 gli aretini distrussero il monastero di Santa Fiora e l’anno dopo tolsero all’abate di Campoleone tutti i possedimenti sul lago Trasimeno. Dopo varie vicende – che videro Campoleone passare nelle mani dei fiorentini – e in empi più recenti, il capoluogo e di conseguenza il nome è passato all’attuale Capolona.

Il comune si inserisce nel paesaggio in un punto in cui il Casentino e la valle dell’Arno si aprono in un ampio ventaglio che prelude alla grande distesa formata dalla confluenza della Val di Chiana nel Valdarno e dove il fiume Arno “torce il muso” ad Arezzo. Il territorio è solcato da brevi torrenti che scendono dal displuvio più meridionale del Pratomagno, che sopra il capoluogo è abbastanza ripido, ma si addolcisce verso Pieve San Giovanni.

Capolona si trova al centro di un territorio notevolmente interessante per le sue vicende storiche: importanti ritrovamenti archeologici anche di origine neolitica sono stati scoperti intorno alle località di Cafaggio, Cafaggiolo, Cicaleto e Vico.

 

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