Festa di Castagnatura

Uno dei Borghi più Belli d’Italia, nella cornice suggestiva dei colori dei boschi autunnali, apre le sue porte per omaggiare la castagna riscoprendone piatti, tradizioni ed usi passati ed attuali. Degustazioni dal pranzo fino alla sera. Visite guidate all’Ecomuseo, veglie nel seccatoio, dimostrazioni presso il mulino ad acqua attivo 


Luogo di svolgimento :  Raggiolo (AR)

Orario di svolgimento : 29-30 ottobre

 

Le castagne hanno costituito per secoli la base alimentare della montagna casentinese e di conseguenza la coltura del castagno e la castagnatura erano operazioni centrali nel ciclo annuale. La sopravvivenza era garantita da questo frutto.
Una filastrocca recita così:
Raggiolo in mezzo tra due fiumi giace - la sua ricchezza son le quattro brice - ma se le brice non vengono a bono - vedo ballar Raggiolo senza sono.
La “Castagnatura” era un periodo di circa due mesi e mezzo che iniziava a ottobre.
Un vecchio detto dice “S.Michele, la castagna nel paniere” e si riferisce alla ricorrenza del Santo Patrono di Raggiolo che cade il 29 settembre, giorno di festa grande.
Dopo quella data le foglie cominciano a ingiallire e dalle rame, piene di ricci, cominciano a cadere le prime castagne.
A metà ottobre la “castagnatura” era in pieno svolgimento. Dopo la fine di ottobre iniziava l'ultima fase della raccolta. Era la “ricerca”, in cui si andava a scovare le castagne rimaste sotto lo spesso strato di foglie, aiutandosi con la forca, ricavata da un ramo di castagno biforcuto.
Poi arrivava la “busca”: chiunque poteva andare liberamente in cerca in tutte le selvi delle castagne rimaste.
Finita la raccolta si portavano le castagne a seccare. Se i castagneti erano vicini a casa, ci si caricavano “a reni” o sulla “miccia” i sacchi pieni del raccolto e si depositavano nel seccatoio, che generalmente si trovava a fianco della casa; se invece erano lontani, il seccatoio era costruito in mezzo alla selva.
Il lavoro nel seccatoio durava quasi due mesi, giorno e notte, perché il fuoco non si doveva mai spengere.
Nei giorni in cui si continuava a far fuoco, i seccatoi avvolgevano Raggiolo in una nube di fumo azzurrino dall’odore piuttosto pungente e diventavano i luoghi caldi in cui il vicinato si riuniva a veglia. Quando il seccatoio veniva scaricato le castagne secche venivano “pestate” per separarle dalle buccie poi veniano portate al Mulino per la macinatura.
La “castagnatura” finiva così a metà dicembre.
Oggi, in ricordo di quel periodo così importante per il paese, la Brigata di Raggiolo organizza la “Festa di Castagnatura”. In quella giornata tutti i paesani si riuniscono in piazza per pranzare e degustare vari tipi di dolci fatti con farina di castagne. Sono chiaramente benvenuti anche i “forestieri”.

 castagnatura raggiolo

 

Maggiori Informazioni

La Brigata di Raggiolo 339.7787490,

Pro Loco di Quota 340.4642609

www.tuttoraggiolo.blogspot.com 

facebook:” La Brigata di Raggiolo” 

 

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